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08-08-2019

Acqua potabile, con sanificazione al sicuro oltre 140 milioni di persone


Un intervento per rendere potabile l’acqua può prevenire la trasmissione dei parassiti responsabili di gravi infezioni a oltre 140 milioni di persone. E se a questo vengono affiancati altri interventi, dall’igiene delle mani al miglioramento dei servizi sanitari, il numero sarebbe ancora maggiore. Queste misure, unite a programmi di distribuzione di farmaci, costituirebbero un’efficace strumento per il controllo di queste patologie. Le stime sono contenute in uno studio pubblicato su Plos Medicine e realizzato da ricercatori della Tufts University.

Lo studio, della durata di due anni, ha messo al centro della sua indagine gli interventi ambientali per la riduzione dell’incidenza dell’Ascaridiasi, un’infezione causata da vermi, e di Giardiasi, un’altra parassitosi. Questi organismi contaminano l’acqua o le superfici e causano infezioni dalle conseguenze molto gravi: si associano infatti a sottosviluppo e sviluppo cognitivo compromesso.

Le misure erano il miglioramento della qualità dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, il lavaggio delle mani con acqua e sapone e interventi di natura nutrizionale. Il solo trattamento per rendere potabile l’acqua è stato sufficiente per far ridurre del 18% i tassi dell’Ascaridiasi e del 22% se a questo si univa anche l’intervento sui servizi e il lavaggio delle mani. Gli interventi non sono stati in grado di ridurre la prevalenza della Giardiasi tra i bambini coinvolti nella ricerca.

La trasmissione ambientale di questi parassiti potrebbe essere interrotta pertanto da semplici misure che costituiscono, inoltre, un approccio sostenibile: “Siamo rimasti estremamente sorpresi dal fatto che il trattamento dell’acqua sia stato il più efficace”, dice Amy Pickering, autrice dello studio. “Almeno 800 milioni di persone nel mondo sono affetti da Ascaridiosi, ovvero da nematodi, pertanto anche una riduzione relativa del 18% grazie a interventi per il trattamento dell’acqua potrebbe avere un grande impatto benefico. Questo trattamento potrebbe integrare i programmi di distribuzione dei farmaci antiparassitari su larga scala”, conclude la specialista.