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Stress gastro-intestinale legato alla depressione

Individuato un legame tra depressione e disturbi gastro-intestinali: la carenza di serotonina potrebbe generarli entrambi. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology dagli scienziati del  Columbia University Medical Center di New York (Usa), secondo cui livelli troppo bassi del cosiddetto “ormone del buonumore” nei neuroni dell'intestino potrebbero causare la stitichezza, mentre nel cervello potrebbero portare alla depressione. Pertanto, aumentare le dosi di serotonina nell'apparato gastrico e nell’encefalo potrebbe alleviare entrambe le condizioni. “L'intestino è spesso chiamato il ‘secondo cervello del corpo’ - spiega Kara Gross Margolis, che ha coordinato la ricerca -. Contiene più neuroni del midollo spinale e utilizza molti dei neurotrasmettitori del cervello. Non dovrebbe quindi sorprendere che le due condizioni possano essere causate dallo stesso processo”.

 

Nel corso della sperimentazione, gli autori hanno analizzato un gruppo di topi affetti da una mutazione genetica che altera la capacità dei neuroni presenti nel cervello e nell'intestino di produrre serotonina e che, nelle persone, è legata a una grave forma di depressione. L’indagine ha evidenziato che la carenza del neurotrasmettitore aveva determinato nei roditori la riduzione del numero di neuroni nell'intestino e il deterioramento del rivestimento intestinale. Inoltre, rallentava il passaggio del cibo attraverso l’apparato gastro-intestinale. “Fondamentalmente, i topi erano stitici – sottolinea la dottoressa Margolis -. E hanno mostrato lo stesso tipo di cambiamenti gastro-intestinali presenti nelle persone che soffrono di costipazione”. In precedenza era stato dimostrato che gli stessi animali mostravano anche sintomi depressivi.

 

Successivamente, i ricercatori hanno somministrato ai topi un trattamento farmacologico sperimentale, che ha aumentato i livelli di serotonina nei neuroni dell'intestino e alleviato i sintomi della stitichezza. Nello specifico la terapia, costituita da medicinali a lento rilascio di 5-Htp - un precursore della serotonina -, agisce aumentando il numero di neuroni gastro-intestinali.  Secondo gli scienziati, la scoperta suggerisce che l’impiego di farmaci a lento rilascio di 5-http potrebbe trattare efficacemente sia i disturbi intestinali, sia la depressione. “Con l’età si può osservare una riduzione dei neuroni dell’apparato gastrointestinale,  e si ritiene che questo calo possa essere responsabile della stitichezza negli anziani – conclude l’esperta -. L’idea che potremmo utilizzare i farmaci a lento rilascio di 5-Htp per trattare condizioni che richiedono lo sviluppo di nuovi neuroni nell'intestino potrebbe aprire la strada a trattamenti completamente nuovi”.

 

Foto: Elionas2 - Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 10/05/2019