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Salute del cuore? Il segreto nei batteri dell'intestino

La variazione del microbiota intestinale durante la terza età potrebbe essere responsabile dell’aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Lo suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Physiology dagli scienziati dell’Università del Colorado di Boulder (Usa) diretti da Vienna Brunt, che afferma: “Questo è il primo studio a dimostrare che i cambiamenti che si verificano nel microbiota intestinale con l'invecchiamento hanno un impatto negativo sulla salute vascolare. Questo apre la strada a una serie completamente nuova di potenziali interventi per prevenire le malattie cardiovascolari”.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno somministrato degli antibiotici ad ampio spettro a due gruppi di topi: il primo era composto da esemplari giovani, mentre il secondo da roditori anziani. Dopo aver eliminato la maggior parte dei batteri che vivevano nell’intestino degli animali con gli antimicrobici, i ricercatori hanno monitorato lo stato dell’endotelio vascolare (il rivestimento interno dei vasi sanguigni), la rigidità delle grandi arterie e i livelli nel sangue di composti infiammatori, radicali liberi, antiossidanti e ossido nitrico (che dilata le pareti dei vasi sanguigni) in entrambi i gruppi. A distanza di tre-quattro settimane, gli studiosi hanno osservato che i topi giovani non mostravano cambiamenti in termini di salute cardiaca, mentre quelli anziani presentavano miglioramenti significativi. La soppressione del microbiota intestinale aveva, infatti, reso la salute cardiovascolare degli esemplari anziani simile a quella degli animali giovani. Secondo gli esperti, questo suggerisce che la modifica della composizione del microbiota intestinale che si verifica con il passare del tempo potrebbe nuocere al sistema cardiovascolare.

 

Per accertarsene, i ricercatori hanno analizzato i batteri presenti nell’intestino di altri due gruppi di topi. Hanno così scoperto che negli esemplari anziani erano presenti maggiori quantità di specie batteriche pro-infiammatorie (come i Desulfovibrio) e associate allo sviluppo di malattie (come i Proteobacteria, che includono Escherichia coli, Salmonella e altri agenti patogeni). Inoltre, l’analisi dei livelli ematici dei metaboliti (piccole molecole prodotte dai microrganismi intestinali e assorbite nel flusso sanguigno) ha dimostrato nei topi anziani erano presenti quantità tre volte maggiori di trimetilammina-N-ossido (Tmao), un metabolita che è stato collegato a un maggior rischio di aterosclerosi, infarto e ictus.

 

Alla luce di questi risultati, gli autori ritengono che seguire una dieta salutare, ricca di alimenti che contengono probiotici e fibre, potrebbe promuovere un microbiota intestinale sano e aiutare a prevenire lo sviluppo di malattie cardiache. “Sappiamo da tempo che lo stress ossidativo e l'infiammazione contribuiscono all’indebolimento delle arterie nel tempo, ma non sapevamo perché le arterie iniziassero a infiammarsi e a subire lo stress ossidativo – spiega Douglas R. Seals, che ha coordinato l’indagine -. Ora sospettiamo che con l'età il microbiota intestinale inizi a produrre molecole tossiche, incluso il Tmao, che entrano nel flusso sanguigno, causano infiammazione, stress ossidativo e danni ai tessuti”.

 

Foto: © barmaleeva - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 20/03/2019