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Attività fisica, le nuove linee guida del ministero della Salute

Nel rispetto delle loro condizioni, tutti possono e tutti dovrebbero essere fisicamente attivi. L'attività fisica deve essere una componente imprescindibile della vita di ognuno perché apporta benefici così vasti che al movimento non può essere riservato uno spazio marginale. Per promuovere l'integrazione dell'attività fisica il ministero della Salute ha diffuso le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”. I destinatari sono gli operatori sanitari e tutti coloro che, con le loro decisioni, possono contribuire all'incremento dei livelli di attività fisica.

Il nuovo documento è coerente con il Piano d’azione globale dell'Oms per ridurre del 15% entro il 2030 la prevalenza dell’inattività fisica negli adulti e negli adolescenti. Nel mondo, infatti, il 25% degli adulti e ben il 75% degli adolescenti non svolge attività fisica a sufficienza. Anche in Italia questa non è praticata a livelli ottimali: meno di due bambini su dieci fanno al massimo un'ora di sport; un adulto su tre, fra i 18 e i 69 anni, è considerato sedentario e dopo i 65 anni, sebbene ci si dedichi ad attività domestiche e passeggiate per mantenersi attivi, si trascura il consolidamento della forza muscolare.

Giù anche il rischio oncologico

L'attività fisica è un pilastro di uno stile di vita salutare e ha uno stretto legame con la speranza di vita, quindi con la longevità. Il suo è un apporto fondamentale al mantenimento di un buono stato di benessere fisico, psichico e sociale. Nell'età della crescita il movimento è importante per lo sviluppo muscolo-scheletrico ma anche per incrementare il proprio livello di autostima e intensificare le relazioni sociali. Negli anni successivi, invece, grazie all'attività fisica si può controllare il rischio di diverse malattie, anche croniche: dall'ipertensione alle patologie cardiovascolari, dal diabete ad alcuni tipi di tumore come il tumore al seno o al colon fino all'osteoporosi. Non solo: si può perdere peso, si può regolare al meglio il ciclo sonno-veglia, si può ridurre il rischio di ansia e depressione.

Le nuove linee guida del ministero si indirizzano alla popolazione generale e diversi sottogruppi in particolari condizioni, dalle donne in gravidanza ai soggetti con patologie croniche come il diabete. In generale, per un adulto, il livello di attività fisica raccomandato è di almeno 150 minuti di attività fisica aerobica a intensità moderata o 75 minuti a intensità vigorosa a settimana con, in più, degli esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte a settimana. Le due forme possono anche essere combinate.

Per attività fisica si intende qualsiasi forma di movimento che fa consumare più energia di quella spesa stando a riposo. La definizione è ampia e comprende dai lavori domestici alla camminata a passo veloce fino all'esercizio fisico strutturato e regolare.

Muoversi ovunque

Ma dove e quando si può fare attività fisica? Certamente in palestra o all'aperto, come nei parchi pubblici, ma proprio l'ampiezza della sua definizione consente di mantenersi fisicamente attivi ovunque, quindi anche a casa e sul posto di lavoro o nel tragitto che li separa. Sul posto di lavoro, ad esempio, bisogna interrompere la sedentarietà, per pochi minuti ogni mezz'ora, magari passeggiando oppure con semplici esercizi come alzarsi più volte dalla sedia.

Il messaggio che arriva dagli esperti e che tutti dovrebbero far proprio è che muoversi poco è meglio di niente e che bisogna farlo ogni volta che si ha l'occasione. In ufficio, chi ha la possibilità farebbe bene, ad esempio, a passeggiare mentre sta al telefono invece di restare inchiodato alla poltrona. Ma per fare del posto di lavoro un luogo in cui l'attività fisica viene incentivata non ci si può accontentare dell'iniziativa personale. I luoghi di lavoro – si legge nelle Linee di indirizzo – possono essere modellati adottando degli interventi che possano facilitare le occasioni di movimento. Un esempio? L'adozione di postazioni con scrivanie ad altezza variabile in cui stare seduti ma non troppo a lungo perché si ha la possibilità di lavorare in piedi.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 19/03/2019