Logo salute24

Memoria, l'importanza degli estrogeni

Anche gli estrogeni “fanno” la memoria. Questi ormoni svolgono infatti un ruolo non marginale nella comunicazione tra i neuroni, le cellule cerebrali. A comunicarlo sono dei ricercatori dell'Augusta University (Usa) in uno studio pubblicato su Journal of Neuroscience. Gli estrogeni sono prodotti prevalentemente dalle ovaie ma non sono un ormone tipicamente femminile: anche altre cellule, infatti, possono produrli, come i neuroni, ad esempio. Se non lo fanno – spiegano i ricercatori – la parte più estesa del cervello (il prosencefalo) presenta delle alterazioni in alcune strutture chiave per la comunicazione fra i neuroni come le sinapsi: “Questo indica che gli estrogeni svolgono un evidente ruolo nella plasticità sinaptica, nel modo in cui i neuroni comunicano e nella memoria”, spiega l'autore Darrell Brann. Per plasticità sinaptica si intende la proprietà delle connessioni sinaptiche di modificarsi, ovvero di rafforzarsi o indebolirsi, in base all'attività svolta in precedenza.

Ma cosa succede senza estrogeni? In un gruppo di cavie Brann e i suoi colleghi hanno visto che senza estrogeni veniva danneggiata la memoria spaziale, quella di riconoscimento e la memoria della paura. Come se un giocatore di baseball – è il paragone dei ricercatori – non ricordasse più dove si trova il piatto della casa base nel campo di gioco. Basta però ripristinare i livelli di estrogeni nell'area cerebrale osservata per recuperare queste funzioni pregiudicate.

Spegnere un enzima e disattivare la memoria

La produzione di estrogeni nel cervello, precisamente nell'ippocampo e nella corteccia cerebrale, aree cerebrali chiave per la memoria, è resa possibile dall'azione dell'aromatasi, l'enzima che converte il testosterone in estrogeno. Il suo ruolo emerge chiaramente quando l'enzima viene inibito, come succede nelle pazienti in terapia per tumore al seno estrogeno-dipendente che spesso riferiscono dei deficit di memoria. È quello che hanno fatto i ricercatori nel prosencefalo (che comprende proprio l'ippocampo e la corteccia cerebrale) arrivando a una riduzione del 70-80% di aromatasi ed estrogeni: “Le cavie così trattate non riuscivano a ricordare allo stesso modo dei topi non trattati”, ricorda Brann.

Per evitare che degli estrogeni circolanti potessero poi arrivare al cervello, i ricercatori hanno asportato le ovaie ad alcune cavie. I topi, di entrambi i sessi, sono stati sottoposti a dei test comportamentali e a delle analisi elettrofisiologiche del cervello. Si è visto così che, nei cervelli in cui erano stati ridotti l'aromatasi e gli estrogeni, il processo attraverso cui le sinapsi si rafforzano per formare una memoria era compromesso. Tuttavia era sufficiente introdurre estrogeni nell'ippocampo per ripristinare tale funzione in pochissimo tempo.

Estrogeni come neuromodulatori?

I ricercatori hanno osservato altre conseguenze dell'inibizione dell'aromatasi. Diminuiva l'espressione di due proteine: il CREB, il fattore di trascrizione che partecipa ai processi di apprendimento e memoria, e il BDNF, il fattore neurotrofico cerebrale, che contribuisce alla plasticità sinaptica e alla differenziazione dei neuroni. Ancora, sono stati ravvisati dei comportamenti simili alla depressione nelle cavie senza più le ovaie.

Dal momento che nelle cavie di sesso femminile i deficit di memoria erano più pronunciati, probabilmente – suggeriscono i ricercatori – anche gli estrogeni prodotti dalle ovaie potrebbero giocare a loro favore, come quelli prodotti dalle ovaie. Questi sono da tempo considerati un fattore protettivo, negli anni prima della menopausa, rispetto al rischio cardiovascolare.

Pertanto, secondo gli scienziati, gli estrogeni derivati dai neuroni si comportano come dei neuromodulatori, i messaggeri della comunicazione tra le cellule cerebrali. Probabilmente è il glutammato, un neurotrasmettitore abbondante nel cervello, a sollecitare la produzione di estrogeni da parte dei neuroni.

Oltre i neuroni anche altre cellule cerebrali, che con questi hanno un rapporto speciale, sembrano produrre estrogeni. Sono gli astrociti, cellule che nutrono e sostentano i neuroni. Gli astrociti, però, produrrebbero l'ormone solo in risposta a una lesione. Il prossimo lavoro di ricerca del team di esperti sarà incentrato proprio sull'inibizione dell'aromatasi tanto nei neuroni che negli astrociti. La cosa interessante, infatti, è che a seguito di un danno cerebrale la produzione di estrogeni aumenta negli astrociti e diminuisce nei neuroni: questo potrebbe indicare un'ulteriore modalità di protezione dei secondi da parte degli astrociti.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 21/03/2019