Logo salute24

Digiunare rallenta i processi dell'invecchiamento

Il digiuno potrebbe fare bene alla salute e proteggere dalle malattie associate all'invecchiamento. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Cell Reports dai ricercatori statunitensi dell’Università della California di Irvine e del Baylor College of Medicine di Houston, secondo cui digiunare potrebbe influenzare gli orologi circadiani di fegato e muscoli, inducendoli a riprogrammare il loro metabolismo. Questo finirebbe per rallentare l’invecchiamento dell’organismo. “Abbiamo scoperto che il digiuno influenza l'orologio circadiano e le risposte cellulari guidate dal digiuno, che insieme lavorano per ottenere una regolazione genica temporale specifica per il digiuno - spiega Paolo Sassone-Corsi, che ha coordinato la ricerca -. I muscoli scheletrici, per esempio, sembrano essere due volte più reattivi al digiuno rispetto al fegato”.

 

Nel corso dell’indagine, gli autori hanno lasciato senza cibo un gruppo di topi per periodi di 24 ore. Hanno così osservato che durante il digiuno i roditori mostravano una riduzione del consumo di ossigeno, del quoziente respiratorio - che misura il rapporto tra anidride carbonica espirata e ossigeno inspirato - e del dispendio energetico. Ma tutti questi cambiamenti venivano annullati nel momento in cui gli animali venivano nutriti: con l’assunzione del cibo si verificava una sorta di “riavvio” delle funzioni cellulari, che riportava i parametri nella norma. Lo stesso fenomeno, spiegano gli scienziati, è stato rilevato anche nell'uomo.

 

Secondo gli esperti, lo studio suggerisce che il digiuno potrebbe riprogrammare le risposte cellulari e, in questo modo, rallentare il processo d’invecchiamento. A loro avviso, i risultati dell’indagine potrebbero favorire lo sviluppo di nuove strategie nutrizionali capaci di migliorare la salute degli esseri umani. “La riorganizzazione della regolazione genica tramite il digiuno potrebbe preparare il genoma ad assumere uno stato più permissivo per anticipare l'imminente assunzione di cibo e quindi guidare un nuovo ciclo ritmico di espressione genica – precisa il dottor Sassone-Corsi -. In altre parole, il digiuno è essenzialmente in grado di riprogrammare una varietà di risposte cellulari. Pertanto, il digiuno ottimale per periodi di tempo ragionevoli potrebbe influire positivamente sulle funzioni cellulari e, in definitiva, fare bene alla salute e proteggere dalle malattie associate all'invecchiamento”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 17/01/2019

potrebbe interessarti anche: