Logo salute24

Oms, le dieci minacce per la salute pubblica globale

Malattie infettive e smog, ma anche antibiotico-resistenza e scetticismo verso i vaccini. Sono diverse le sfide che la comunità internazionale guidata dall'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità, deve affrontare nel corso del nuovo anno. Gli esperti dell'agenzia delle Nazioni Unite hanno avviato un nuovo programma di durata quinquennale, il Tredicesimo Programma Generale di Lavoro, con il quale promuovere la salute e aumentare i livelli di sicurezza dei cittadini dei Paesi membri.

Gli obiettivi del piano 2019-2023 sono garantire a un miliardo in più di persone l'accesso alla copertura sanitaria; assicurare a un miliardo in più di individui la protezione in caso di emergenza sanitarie a un altro miliardo di persone di godere di un miglior stato di benessere. Ma il programma è anche lo strumento con cui l'Oms affronterà le dieci maggiori minacce per la salute pubblica mondiale:

Inquinamento

Nel 2019 lo smog è considerato il maggior rischio ambientale per la salute. Ogni giorno nove persone su dieci respirano aria inquinata mentre sono sette i milioni di decessi dovuti a patologie riconducibili a questo fattore, dai tumori alle malattie polmonari, quasi tutti nei Paesi a basso e medio reddito. L'utilizzo di combustibili fossili, prima causa dello smog, contribuisce anche in misura massiccia al cambiamento climatico. Tra il 2030 e il 2050 sono attesi 250 mila decessi in più ogni anno per malattie e condizioni correlate alle variazioni del clima.

Malattie non trasmissibili

Sette decessi su dieci sono dovuti a questo tipo di patologie (dai tumori al diabete alle malattie cardiovascolari). L'aumento di tali patologie è alimentato da cinque maggiori fattori di rischio: dipendenza dal fumo di sigaretta, inattività fisica, abuso di alcol, diete poco salutari e inquinamento. L'Oms si impegnerà con i governi per centrare l'obiettivo della riduzione dell'inattività fisica del 15% nel 2030.

Pandemia influenzale

Un'incognita. L'Oms monitora costantemente la circolazione dei virus dell'influenza per rilevare possibili ceppi pandemici. Nel caso in cui un nuovo ceppo dovesse sviluppare un potenziale pandemico scatterebbe una risposta adeguata per assicurare l'accesso ai vaccini e ai trattamenti antivirali soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Contesti in condizioni di fragilità

Oltre un miliardo e 600 mila persone vive in aree di crisi dovute a diversi fattori, dalle carestie alla siccità alle guerre. Qui, inoltre, i servizi sanitari sono insufficienti. L'Oms continuerà a lavorare in queste aree per rafforzare i sistemi sanitari in modo tale da poter affrontare meglio le emergenze.

Resistenza ai farmaci

Gli agenti patogeni negli ultimi anni hanno cominciato a sviluppare resistenza ai farmaci utilizzati per il trattamento delle infezioni mettendo a rischio l'efficacia dei trattamenti, ad esempio quelli contro la tubercolosi o la gonorrea. Ad alimentare il fenomeno è l'abuso dei farmaci come gli antibiotici anche nella zootecnia. L'Oms sta lavorando con i Paesi membri per rendere tutti più consapevoli del tema della resistenza e incoraggiare un uso più prudente dei farmaci.

Ebola e altre malattie infettive

Nel 2018 la Repubblica del Congo ha dovuto fronteggiare due focolai di Ebola. La malattia ha coinvolto anche zone urbane densamente popolate interessate, tra l'altro, da conflitti. Ciò ha dimostrato come il contesto in cui possono scoppiare delle epidemie è altrettanto critico: le procedure seguite per fronteggiare crisi sanitarie simili ma in zone rurari non sempre si adattano ai contesti urbani e pertanto è cruciale essere in grado di affrontare con i giusti mezzi tutti i tipi di emergenze sanitarie. L'infezione da virus Ebola è stata inserita, inoltre, nella lista redatta dall'Oms delle patologie che possono scatenare epidemie e per le quali non ci sono trattamenti efficaci o vaccini, assieme alla Sars e all'infezione da Zika virus. Queste patologie hanno la priorità in materia di investimenti per ricerca e sviluppo. 

Servizi sanitari insufficienti

Molti Paesi non hanno ancora un sistema sanitario con standard minimi di efficienza e sicurezza e pertanto la copertura sanitaria non può essere garantita. Lo scorso ottobre i Paesi membri dell'Oms si sono impegnati nella conferenza di Astanza a rinnovare i servizi sanitari di base.

La riluttanza o il rifiuto delle vaccinazioni

I vaccini sono lo strumento di prevenzione più efficace in termini di costi e benefici. Tuttavia in molti Paesi è cresciuta l'ostilità nei loro confronti favorendo il riemergere di alcune patologie che si credevano scomparse come il morbillo. Per contrastare queste tendenze l'Oms sottolinea il ruolo dei medici e degli operatori dei servizi sanitari, veicolo di informazioni affidabili relative all'utilità dei vaccini. Inoltre nel 2019 l'Oms intensificherà il lavoro per eliminare i tumori alla cervice aumentando la copertura del vaccino contro il Papilloma e per ostacolare ulteriormente la diffusione del Polio virus selvaggio in Afghanistan e Pakistan.

Dengue

Nelle forme gravi, l'infezione trasmessa dalle zanzare può anche essere letale. Da malattia tipica dei Paesi tropicali la febbre dengue sta cambiando pelle interessando anche aree con climi più temperati: si stima che il 40% della popolazione mondiale sia a rischio. L'Oms punta a ridurre i decessi del 50% nel 2020.

Hiv/Aids

A fronte di grandi progressi, contro il virus c'è ancora molto da fare. Quasi un milione di persone ogni anno perde la vita per l'infezione da Hiv e per l'Aids. Oggi circa 37 milioni di persone convivono con l'infezione. Nel 2019 l'Oms lavorerà per supportare l'introduzione di test per l'autovalutazione così che più persone potranno conoscere il loro status e, nel caso, riveceve i trattamenti adeguati.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 16/01/2019

potrebbe interessarti anche: