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Cuore, in Italia 4 decessi su 10 associati a diete poco sane

Poche fibre, poca frutta e verdura, pochi grassi buoni mettono a rischio il cuore. Le patologie cardiovascolari correlate a un'alimentazione non salutare hanno causato in Europa oltre due milioni di decessi nel 2016. In Italia poco più del 40% delle morti dovute a infarti, ictus e altre malattie cardiocircolatorie sono riconducibili ad abitudini alimentari scorrette. La mappa dell'impatto della dieta sulla salute del cuore è stata disegnata da un team internazionale di ricercatori con scienziati provenienti, tra le altre, dalla Friedrich Schiller University Jena (Germania) e dalla University of Washington (USA).

In Europa nel 2016 sono stati rilevati 4,3 milioni di morti per malattie cardiovascolari: di queste 2,1 milioni sono il frutto di un'alimentazione non equilibrata. 900 mila decessi sono riferiti ai 28 Stati membri dell'Unione europea, 600 mila alla Russia e 259 mila all'Ucraina. La ricerca è stata pubblicata su European Journal of Epidemiology.

Rischi maggiori da basso apporto di fibre

I dati sono stati tratti dal Global Burden of Disease Study e sono riferiti a un periodo di tempo che va dal 1990 al 2016 ai 51 Paesi della Regione europea dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità. I ricercatori hanno tenuto conto della prevalenza di undici patologie cardiovascolari, del consumo di dodici fra alimenti e gruppi di nutrienti. Hanno poi calcolato la percentuale di morti correlabili all'alimentazione sbilanciata. Si è visto che 2,1 milioni di decessi, poco meno del 50% di tutti i decessi per queste patologie, erano riconducibili alla dieta.

Lo scarso apporto di fibre, con una dieta povera di cereali integrali, è il fattore di rischio principale, quello con l'impatto maggiore in tutte le aree geografiche considerate. A questo sono stati ricondotti 429 mila decessi; 341 mila a una dieta con basso consumo di semi e frutta secca; 262 mila decessi sono stati associati a un introito insufficiente di frutta mentre 251 mila sono stati riportati a una dieta ad alto consumo di sale (ad alto contenuto di sodio) e 227 a un'alimentazione povera di omega 3.

Nei 51 Paesi considerati la quota di questi decessi rispetto alla mortalità totale varia dal 38% dell'Ucraina al 9,8% di Israele. Considerando invece la sola mortalità cardiovascolare in Europa occidentale, è riconducibile all'alimentazione il 46% dei decessi in Germania (160 mila), il 41% in Italia (97 mila) e Gran Bretagna (75mila), il 40% in Francia (67 mila).

Dallo studio sono emerse anche significative differenze tra uomini e donne e in relazione all'età. Gli uomini tendevano a essere interessati da queste patologie più precocemente mentre le donne dai 50 anni in poi.

Pericoloso anche l'alto consumo di sale

L'ordine dei fattori di rischio per la salute del cuore, dopo lo scarso apporto di fibre, cambia nelle diverse aree geografiche. In Europa occidentale, in quella dell'Est ma anche in Asia centrale al secondo posto si trova il basso consumo di frutta secca e semi. Nell'Europa centrale è invece l'alto consumo di sale a pesare di più mentre nei Paesi occidentali si colloca al quinto posto, dietro il basso consumo di frutta e l'insufficiente apporto di omega 3: “In Svezia e Norvegia il basso consumo di frutta secca e semi è il fattore che più di tutti è associato alla mortalità cardiovascolare”, spiega Toni Meier, alla guida del team di ricercatori. “L'aumentato consumo di prodotti raffinati con poche fibre – aggiunge – ha portato a un incremento delle patologie cardiovascolari negli anni recenti”.

In generale, invece, il peso dell'alto consumo di bevande zuccherate e dell'apporto considerevole di grassi trans è di minore importanza. I ricercatori, infine, fanno sapere che non è stato tenuto conto del peso dell'alcol, un noto fattore di rischio cardiovascolare, e pertanto in alcuni Paesi la quota di decessi potrebbe essere ancora più alta.


La sana alimentazione è un'arma a disposizione di tutti con cui minimizzare il rischio cardiovascolare. Un decesso su cinque – fanno sapere gli autori della ricerca – potrebbe essere evitato seguendo sane abitudini a tavola: “Le nostre evidenze sono rilevanti per le politiche sanitarie. Dobbiamo sfruttare meglio il potenziale offerto da una dieta salutare e bilanciata altrimenti le malattie cardiometaboliche saranno la causa di ulteriori decessi prevenibili in futuro”, aggiunge il ricercatore Stefan Lorkowski.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 15/01/2019

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