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Come le parole acquistano un significato emozionale

Identificato il meccanismo cerebrale attraverso cui le parole acquisiscono un significato emozionale. A scoprirlo, nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista Neuropsychologia, sono stati i ricercatori dell'Università di Göttingen (Germania), che hanno esaminato il modo in cui il cervello elabora gli stimoli, positivi o negativi, associati ai termini linguistici.

 

Gli autori fanno notare che per molte persone alcuni oggetti hanno un significato emotivo, perché li possiedono da molto tempo o perché li associano a determinati ricordi. Allo stesso modo, anche le parole possono col tempo acquisire un significato diverso: per esempio, il nome di uno sconosciuto all'inizio potrebbe non avere alcun valore emotivo, ma con il passare dei giorni, se con quell’individuo si sviluppa una relazione d'amore o d’amicizia, lo stesso nome potrebbe assumere una connotazione positiva. Per scoprire come ciò accade, i ricercatori tedeschi hanno esaminato il modo in cui il cervello di un gruppo di volontari elaborava diversi stimoli.

 

Ai partecipanti è stato chiesto di associare 24 vocaboli e 24 parole fittizie o "pseudoparole" (come "napo" o "foti") a una ricompensa (stimolo positivo), a una perdita (stimolo negativo) o a nessun guadagno (stimolo neutro). Per esempio, ricevere del denaro tutte le volte in cui si visualizzava una determinata parola faceva sì che il termine acquisisse un'accezione positiva. Mentre perdere dei soldi ogni volta che appariva un vocabolo specifico conferiva a quel termine un significato negativo.

 

L’esperimento ha dimostrato che le persone tendono a imparare le associazioni positive molto più velocemente di quelle neutre o negative. Inoltre, ha rilevato l’esistenza di differenze tra i vocaboli già noti e le pseudoparole. Secondo gli esperti, il significato semantico esistente di una parola potrebbe quindi giocare un ruolo nelle emozioni che vi si associano.

 

Le scansioni cerebrali che gli scienziati hanno ottenuto sottoponendo i volontari all'elettroencefalogramma (Eeg) hanno evidenziato il modo in cui l’encefalo elabora gli stimoli: di solito risulta in grado di determinare se una parola è positiva o negativa dopo circa 200-300 millisecondi dalla sua visualizzazione. In questo caso, i termini con un’accezione negativa vengono rilevati più velocemente. “Le parole associate a una perdita innescano specifiche reazioni neuronali nella corteccia visiva dopo appena 100 millisecondi - spiega Louisa Kulke, che ha diretto lo studio -. Così il cervello distingue rapidamente il nuovo significato che la parola acquisisce per noi, specialmente se quel significato è negativo”.

 

Foto: Pixabay

 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 21/01/2019