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14-09-2018

Aids: situazione al 2017



Lievemente diminuita l’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv in Italia. È quanto emerge dalla “Relazione al Parlamento 2017 sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l’infezione da Hiv”, inviata al Parlamento il 12 settembre 2018, che illustra le attività svolte dal Ministero della Salute nell'ambito dell'informazione, della prevenzione, dell’assistenza e dell’attuazione dei progetti relativi all'Hiv/Aids.


L’indagine riporta che nel 2016, secondo i dati dell’ultimo report Unaids, sono state registrate in tutto il mondo 1,8 milioni di nuove diagnosi di infezione da Hiv, mentre le persone che vivono con l’infezione sono 36,7 milioni. Inoltre, gli ultimi dati forniti dall’Ecdc (Centro Europeo per il controllo delle Malattie) segnalano nei 31 paesi dell’Unione Europea e dell’Area Economica Europea (EU/EEA) 29.444 nuove diagnosi di infezione da Hiv nel 2016.


Il rapporto precisa che nel 2016 l’Italia, con un’incidenza del 5,7 per 100.000 abitanti, si posiziona al 13° posto, al pari della Grecia, rispetto ad altri paesi dell’Europa occidentale. L’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv nel Belpaese è diminuita lievemente tra il 2012 e il 2016. Le Regioni con l’incidenza più alta nel 2016 sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia.


La ricerca rileva un aumento dell’età mediana alla diagnosi e un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione dei malati tra i consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumenta quella dei casi attribuibili a trasmissione sessuale, soprattutto tra maschi che fanno sesso con maschi (Msm). Infine, il rapporto sottolinea che il numero dei decessi delle persone affette da Aids è stabile dal 2010, mentre è progressivamente cresciuta la proporzione dei soggetti con nuova diagnosi di Aids che scopre di essere Hiv-positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids.