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12-09-2018

Longevità: 25 cambiamenti genetici che hanno allungato la vita




Identificati 25 cambiamenti genetici che potrebbero aver svolto un ruolo fondamentale nell’estensione della vita umana e dell’esistenza di altri due primati. È quanto emerge da uno stato pubblicato sulla rivista Molecular Biology & Evolution da un team di ricercatori spagnoli e britannici, coordinati da Arcadi Navarro dell’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona.


Gli scienziati hanno esaminato il genoma di 17 specie di primati, inclusi gli umani. I primati, pur essendo molto simili, presentano grandi differenze in termini di longevità: solo tre specie tra quelle studiate – gli esseri umani e due tipi di macachi – tendono a vivere più a lungo. Dopo aver confrontato i geni di queste tre specie con quelli dei restanti 14 primati, gli autori hanno identificato negli umani e nei due macachi 25 mutazioni genetiche associate alla guarigione delle ferite, alla coagulazione del sangue e a un gran numero di condizioni cardiovascolari. Secondo gli esperti, sarebbero proprio questi tratti genetici a permettere alle tre specie di vivere più a lungo delle altre.


Quest’ipotesi, spiegano gli autori, sarebbe supportata dal fatto che un controllo flessibile e adattabile dei meccanismi di coagulazione è richiesto nelle specie che vivono più a lungo. Inoltre, confermerebbe la “teoria della pleiotropia antagonistica”, secondo cui certi geni potrebbero avere effetti diversi durante le varie fasi della vita: aiuterebbero nelle fasi iniziali, ma diventerebbero nocivi nelle fasi successive, una volta terminato lo stadio riproduttivo. La scoperta, concludono gli studiosi, potrebbe favorire lo sviluppo di nuovi trattamenti contro le malattie legate all'invecchiamento.

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