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Demenza, se la pressione è alta a 50 anni aumenta il rischio

Se alla mezza età si riscontrano valori della pressione arteriosa più elevati del previsto sarebbe bene rivolgersi al medico. E per diversi motivi. Oltre a essere un fattore di rischio per le malattie cardio-cerebrovascolari, questa condizione è stata correlata anche a un aumento del rischio di demenza. Una nuova conferma arriva da uno studio realizzato da ricercatori del French National Institute of Health and Medical Research di Parigi (Francia) e della University College London (Regno Unito).

In particolare, valori della pressione sistolica, la "massima”, misurata quando il cuore si contrae, pari almeno a 130 mm/Hg a 50 anni di età, sono stati associati a un aumento di rischio di demenza del 45%.

Pressione "minima" non correlata al rischio

Gli autori della ricerca, di natura osservazionale e pubblicata su European Heart Journal, hanno analizzato i dati relativi a 8639 individui coinvolti nello studio Whitehall II, un trial condotto su oltre 10 mila impiegati statali. La popolazione individuata dai ricercatori era formata per il 32,5% da donne e nel 1985 aveva un'età compresa fra 35 e 55 anni. In quell'anno, e poi nel 1991, 1997 e 2003, è stata misurata loro la pressione arteriosa.

In 385 hanno sviluppato demenza fino al 2017, in media a 75 anni. È emerso che chi aveva una pressione sistolica di 130 mm/Hg o più alta a 50 anni aveva un rischio di demenza aumentato del 45% rispetto a chi aveva una “massima” inferiore a quella stessa età. La correlazione è emersa anche nei soggetti che non avevano alcuna malattia cardiaca nel periodo di follow-up: per loro il rischio di demenza era maggiore del 47%.

La medesima associazione non è stata rilevata a 60 e 70 anni né la pressione diastolica, la “minima”, misurata quando il cuore si rilassa, è risultata correlata alla demenza.

Mini-ictus dietro il declino cognitivo?

Le linee guida per il trattamento dell'ipertensione sono state riviste recentemente negli Stati Uniti con l'American Heart Association e l'American College of Cardiology che, insieme ad altri enti, hanno abbassato la soglia dell'ipertensione a 130/80 mm/Hg. L'intervallo ideale, quando i valori sono nella norma, è tra 90/60 e 120/80 mm/Hg. In Europa, invece, i numeri critici sono più alti, fermi a 140/90: “Il nostro lavoro – spiega la ricercatrice Archana Singh-Manoux – suggerisce che a 50 anni il rischio di demenza può essere aumentato se i livelli di pressione sistolica sono più alti ma comunque sotto la soglia comunemente usata per trattare l'ipertensione”.

Ma perché demenza e pressione alta sono correlati? Diverse ragioni potrebbero spiegare questa associazione: ad esempio il fatto che la pressione elevata è un fattore di rischio dei cosiddetti mini-ictus, o ictus silenziosi, e può danneggiare la materia bianca del cervello, laddove si trova la maggior parte delle fibre nervose.

Un fattore chiave è infine la durata dell'esposizione: “Ecco perché vediamo un rischio aumentato per le persone con pressione alta a 50 anni ma non a 60 o 70; i primi probabilmente sono esposti al rischio di demenza per un tempo maggiore”, aggiunge l'autore dello studio.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 04/07/2018

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