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Decreto sanità, pazienti emofilici (FedEmo) scrivono a Balduzzi

“I testi circolati in queste settimane attraverso i media non contengono alcun riferimento a provvedimenti a vantaggio dei soggetti attualmente esclusi dal processo di transazione, tra cui la maggior parte dei 600 pazienti emofilici, o loro familiari, contagiati negli anni Ottanta da infezioni da HIV ed epatite (B, C, D) a seguito di trasfusioni di sangue infetto”. Inizia così il testo della lettera che FedEmo, l'Associazione dei pazienti emofilici, ha inviato al ministro della Salute Renato Balduzzi segnalando l'assenza di misure per il risarcimento di alcuni pazienti e loro familiari e gli impegni assunti dal ministro in occasione di alcuni incontri pubblici. Il nodo è rappresentato dai termini di prescrizione, che escluderebbero alcuni soggetti dagli indennizzi. “Auspichiamo che nel Decreto Sanità di prossima emanazione – scrive il presidente di FedEmo Gabriele Calizzani - venga inserita una norma che preveda che coloro che hanno fatto nei termini domanda di accesso alla transazione di cui alle leggi 222 e 244 del 2007, con causa in corso e con danno e nesso causale riconosciuti, e che non vengono ammessi alla transazione perché, per esempio, il loro diritto viene considerato prescritto, possano ricevere un "indennizzo" – conclude Calizzani - , anche rateizzato, anche di importi inferiori a quelli riconosciuti agli ammessi alla transazione, come misura solidaristica per l'infezione contratta”.

 

 

(05/09/2012)

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