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Farmaci: via il nome dalla ricetta, ma non per terapie croniche

E' da ieri in vigore, con La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la norma che obbliga i medici di famiglia a indicare sulla ricetta solo il nome del principio attivo e non più il nome commerciale del farmaco. Il paziente potrà decidere di optare per il farmaco che preferisce, altrimenti il farmacista consegnerà il generico corrispondente.La norma, contenuta nel cosiddetto "decreto spending review", dà anche facoltà al medico di aggiungere il nome commerciale di un farmaco, specificando sulla ricetta che esso non è sostituibile, ma in tal caso sarà necessaria una sintetica motivazione scritta. L'indicazione è vincolante per il farmacista. Dal Ministero della Salute fanno anche sapere che la norma non vale per le terapie croniche in corso, laddove quindi è già in atto una terapia con un farmaco indicato dal medico, e che  "in attesa che i sistemi informatici per la compilazione della ricetta on line e per la trasmissione dei relativi dati, vengano adeguati alle nuove norme con l'indicazione del principio attivo, i medici prescrittori dovranno ricorrere a una compilazione parzialmente o totalmente manuale della ricetta, a seconda del software di cui dispongono".

 

(16/08/2012)

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