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Atleti

Atleti «globetrotter»
Per colpa del «fuso»
si ammalano di più

Alla fine, anche un clamoroso flop alle Olimpiadi potrebbe avere il suo alibi scientifico. I super-campioni olimpici, sempre in giro per il mondo, da un Continente all'altro, sono più esposti alle malattie, soprattutto respiratorie e intestinali. Lo afferma uno studio del British Journal of Sports Medicine, secondo il quale, gli atleti che attraversano più di cinque fusi orari hanno dalle 2 alle 3 volte più probabilità di arrivare alla competizione con problemi di salute.

 

Le malattie più comuni per i campioni sono disturbi respiratori, tosse, raffreddori, infezioni alla gola (31%), poi i problemi intestinali (27,5%) e infine patologie della pelle e problemi muscolari (22,5%). Le infezioni rappresentano la maggioranza delle patologie diagnosticate.

 

Per stabilire con precisione questo princiopio, i ricercatori hanno monitorato quotidianamente la salute di 259 giocatori di rugby professionisti che hanno partecipato nel 2010 al campionato Super 14 al quale erano iscritte squadre provenienti da Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda. Gli atleti sono stati sottoposti a un vero tour de force globale durato 4 mesi, che li ha portati a scontrarsi con club di mezzo mondo e a ogni latitudine e attraversano fusi orari che variavano dalle 2 ore alle 11 ore. Di fronte a questi viaggi massacranti anche i rugbysti, solitamente atleti robusti e resistenti alle malattie, hanno ceduto: il 72% ha sofferto di qualche disturbo, con un'incidenza più che triplicata quando il “fuso” superava le 5 ore. La causa principale, spiegano i ricercatori, non sembrano essere le condizioni di trasporto. Spesso si sostiene che il viaggio in aereo sia uno dei motivi di maggiore pericolo ed invece dopo il viaggio di ritorno i casi di malattia si riducevano drasticamente. “I nostri risultati suggeriscono invece  – commentano i ricercatori – che il rischio è correlato piuttosto al posto in cui si arriva”. Temperatura, inquinamento, allergeni, umidità e altitudine, ma anche cibi “esotici” possono giocare brutti scherzi anche al più forzuto dei campioni.

di Cosimo Colasanto (10/08/2012)

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