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Calvizie_capelli

La crisi economica?
Fa aumentare la calvizie

Perdita del lavoro, problemi economici, ansia da stipendio più corto del mese: lo stress da crisi economica sta provocando un aumento dei disturbi dermatologici e delle patologie dei capelli. Le malattie legate all’eccessivo nervosismo come le patologie cutanee di origine autoimmune, infatti, sono in aumento. A preoccupare, però, è soprattutto il dilagare della calvizie, con una maggiore incidenza ipotizzabile intorno al 15%. A metterlo in evidenza è uno studio dell’IHRF, l'International Hair Research Foundation.


Lo studio, condotto a partire dall’inizio dell’anno con la collaborazione di 100 dermatologi, ha rilevato come la crisi abbia avuto impatto non solo sui portafogli degli italiani, ma anche sul loro derma e sui loro capelli. Nello specifico la ricerca, prendendo in esame un campione di 634 pazienti adulti che hanno subito la perdita del lavoro (62% donne, 38% uomini, di età compresa tra i 35 e i 58 anni), ha evidenziato la prima comparsa di chiazze di alopecia areata nel 6% dei soggetti (la media normale è del 2%), una caduta importante e cronica dei capelli (defluvium telogenico) nel 47% dei casi (la media normale è del 20%), dermatite seborroica e psoriasi nel 18% (media 2-3%), prurito diffuso nel 34% (media 3%) e l’insorgere del lichen ruber planus (una malattia cutanea di origine autoimmune che colpisce di solito l’1% della popolazione) nel 4% dei pazienti studiati. Sia pure con un’incidenza inferiore, invece, sono state notate molte altre patologie cutanee riferibili allo stress.


«La ricerca - spiega il presidente dell'IHRF Fabio Rinaldi, docente alla Sorbona di Parigi e dermatologo a Milano - ha evidenziato che persone sottoposte allo stress derivante dalla perdita del lavoro e dall’incertezza del futuro sono soggette a un netto aumento di molti sintomi di patologie cutanee più o meno gravi, tra cui la perdita dei capelli e la comparsa di prurito. Naturalmente, in molti casi, l’aumento dei livelli di stress facilita la recidiva di patologie cutanee già esistenti».

di red. (10/07/2012)

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