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Telemedicina

«Nonna Europa», 1 anziano su 3 nel 2050:
la telemedicina si attrezza,
crescono gli imprenditori sociali

Pressione sanguigna, peso e glicemia, ma anche consigli per fare soft-gym da camera e adeguare lo stile di vita al proprio stato di salute. Tutto in tempo reale, senza file e soprattutto senza attese che possono risultare negative e qualche volta anche fatali. La telemedicina bussa alla porta dei servizi sanitari nazionali in affanno per i bilanci in rosso e a quelle della curva demografica alterata dall'invecchiamento della popolazione: nel 2050 un terzo degli europei sarà composto da “over 65“, due volte e mezza più numerosi della fascia di bambini e pre-adolescenti. 

 

Sos salva-vita - Secondo una sperimentazione britannica, il Whole System Demonstrator (WSD), durata oltre due anni e condotta su un campione di circa 6.000 pazienti in tre località della Gran Bretagna la “telesalute" consente una riduzione del 15% degli accessi al pronto soccorso, del 20% dei ricoveri di emergenza, del 14% delle degenze, dell’8% dei costi sanitari, abbattendo del 45% il tasso di mortalità.

 

Monitoraggio h24 - Il periodo dell’influenza stagionale è un esempio lampante. Medici di famiglia oberati di lavoro, con gli ambulatori strapieni e pazienti, soprattutto cronici, impossibilitati a spostarsi. A loro, in particolare, quelli con compensi cardiaci, malattie polmonari ostruttive croniche e pazienti diabetici, è stato dedicato in parte il programma britannico, seguendo il percorso dei degenti dopo la dimissione, fino a casa. La sperimentazione per 550 pazienti ricoverati presso il London Borough of Newham ha utilizzato il sistema di gestione remota Motiva della Philips. Dati e non pazienti che viaggiano in Rete. Il sistema, infatti, analizza i parametri vitali del paziente - pressione sanguigna, peso, e indici glicemici - attraverso dispositivi di monitoraggio con connessione wireless al televisore di casa. Se qualcosa non va, le anomalie vengono trasmesse in tempo reale ai sanitari.

 

I vantaggi sono notevoli: i pazienti ricevono i primi dati sulle proprie condizioni di salute, sui modi per adeguare la terapia. Si tratta di un’assistenza continua. Ma non solo. L’apparecchio sfrutta tutte le potenzialità della multimedialità e della banda larga: può trasmettere video, può fare da promemoria per i farmaci e dare consigli su cosa mangiare o su quale ginnastica eseguire. “Come dimostrano le prime evidenze dello studio, se utilizzate correttamente, le tecnologie di monitoraggio domestico - ricorda Malcolm Hart, direttore di Philips Home Monitoring - possono ridurre il numero di visite che i pazienti con patologie croniche hanno bisogno di fare in ospedale”.

 

I nuovi caregiver - “Bisogna fare i conti con l’invecchiamento della popolazione e con quello che chiedono le famiglie, assistenza qualificata e continua, e quello che chiedono gli anziani, restare in casa propria e vivere in sicurezza e tranquillità”, spiega Pierluigi Morelli, presidente di Teleserenità, azienda nata ad Alessandria 15 anni fa e che si è organizzata in franchising per offrire su tutto il territorio nazionale servizi come l’assistenza domiciliare e quella ospedaliera, telesoccorso e telesanità, compresi servizi infermieristici.


“L’obiettivo è favorire la nascita di nuovi ‘imprenditori nel sociale‘, un profilo in rapida espansione, anche e soprattutto per le carenze dell’assistenza pubblica, mettendo a loro disposizione il supporto e l‘esperienza accumulata negli anni”. Un training completo: corsi di formazione, tecnologie e strumenti web, convenzioni nazionali e territoriali, marketing, consulenza del lavoro. E le domande di affiliazione crescono a ritmi importanti, del 25/30% annui. Ad oggi i centri partner sono 40, occupano 1.000 persone ed entro il 2012 è prevista l’apertura di altri 15 centri. La formula del network nell’assistenza funziona “sia al Nord, da dove siamo partiti, ma anche al Sud, perché i prezzi dei nostri servizi sono competitivi rispetto, ad esempio, a quelli per una badante regolarizzata - aggiunge Morelli - , con il vantaggio della selezione di personale qualificato e della continuità, che è una delle grandi problematiche delle famiglie che devono accudire un anziano”. Il servizio più richiesto, non a caso, è l’assistenza domiciliare con una badante convivente, seguito dal servizio ad ore, che riflette il trend della domanda in tutto il Paese.

 

Anche nel privato, però, si sta affacciando la telemedicina pura, quella che sfrutta le potenzialità della tecnologia. “Abbiamo una convenzione con l’Ospedale Rizzoli di Bologna grazie al quale un centro affiliato in Sardegna può offrire un servizio di second opinion per l’ortopedia: le immagini diagnostiche vengono inviate telematicamente agli specialisti per una nuova valutazione”. La filosofia di far spostare i dati e non i pazienti comincia a farsi strada anche in Italia.

di Cosimo Colasanto (10/01/2012)

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