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Con sgabelli e palloni, il parto si fa naturale

Cinque camere predisposte per travaglio e parto, ognuna con il nome di un fiore, silenziose, con luce bassa e soffusa, predisposte per ospitare la futura mamma e un accompagnatore che può rimanere con la partoriente notte e giorno. Sgabelli imbottiti per partorire da sedute, e grandi palloni di gomma su cui dondolarsi per rilassare la muscolatura della schiena. Neonato in stanza con la madre 24 ore su 24. E ostetriche pronte anche a sdraiarsi per terra per accogliere i bimbi che nascono da mamme che partoriscono in piedi o sul pavimento: sono gli accorgimenti utilizzati per garantire un parto naturale sereno nel dipartimento Materno-infantile dell`ospedale Maggiore di Bologna.
"Nel nostro centro ogni donna può scegliere la posizione in cui si trova più comoda e in cui sente meno dolore - spiega Corrado Melega, direttore del dipartimento-. Facciamo quello che è possibile per aiutare le donne  in un momento così delicato".  In una delle cinque camere c`è una vasca per rendere il travaglio, "per quanto possibile, più tranquillizzante", mentre le altre quattro stanze sono provviste di doccia perché "sono tante le gestanti che decidono di farsi una doccia prima del travaglio. Del resto uno `shampoo` è sempre rilassante, lo diceva anche Gaber".
I travagli e i parti vengono seguiti solo dalle ostetriche, senza l`intervento dei ginecologi. L`assistenza medica, spiega Melega, "sopraggiunge solo in caso di complicazioni, di induzione del parto o di anestesia peridurale. Miriamo a fare in modo che i parti, quando sono fisiologici, possano rispettare i tempi di ogni donna, e che la presenza dei medici sia strettamente limitata. Per questo viene definito `parto demedicalizzato`".
Molte donne, racconta il direttore dell`Unità operativa, decidono di vivere il travaglio in piedi, mentre per altre è più comodo camminare lentamente, magari appoggiate al proprio compagno. Ogni partoriente sceglie la posizione che preferisce: "Non raramente ho visto ostetriche sdraiate per terra per prendere il bimbo di donne che stavano partorendo in piedi", racconta Melega. La posizione più gettonata è quella accovacciata su un fianco, "perché è meno dolorosa di quella supina normalmente utilizzata".
Anche la tecnologia trova il suo posto in queste sale parto. Oltre, infatti, al letto mobile "che consente alla gestante di effettuare travaglio e parto senza spostarsi", in ogni stanza è sempre a disposizione un apparato tecnologico d`emergenza. Anche se è un evento naturale, infatti, il parto può comunque essere soggetto a complicazioni, "e noi - conclude Melega - dobbiamo essere preparati a ogni evenienza".

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Pubblicato il 28/10/2008